Contesto
Il brand vendeva bene in presenza e su social, ma l’ecommerce precedente era lento, con schede prodotto piene di testo generico e varianti poco chiare. Il team passava troppo tempo a rispondere a domande già risposte dal sito, se solo fosse stato scritto meglio.
Problema
- Mobile first solo sul cartellino: in realtà il checkout perdeva utenti su 4G.
- Schede prodotto non spiegavano uso, conservazione e spedizione in modo uniforme.
- SEO prodotto inconsistente: title duplicati, immagini senza testo alternativo utile.
Obiettivi
- Semplificare il percorso lista → scheda → carrello.
- Standardizzare le schede con blocchi ripetibili (cos’è, per chi, spedizione, ingredienti).
- Ridurre domande ripetitive al customer care.
Soluzione realizzata
- Tema snello, componenti ripetuti per schede e collezioni.
- Linee guida editoriali per titoli prodotto e meta description (non automatismi vuoti).
- Ottimizzazione immagini e lazy load controllato dove non penalizza LCP.
- FAQ su spedizioni e integrità del pacco, linkate dalle schede.
Approccio UX, SEO e performance
- UX: micro-copy su errori carrello, progress indicator chiaro.
- SEO: faccette navigabili ma senza duplicazione aggressiva; canonical coerenti.
- Performance: rimozione script non essenziali, immagini responsive.
Risultato finale
Un ecommerce per PMI non deve essere un “mostro da agenzia”. Deve essere gestibile, veloce e onesto sui tempi di consegna. Qui il risultato è stato meno attrito operativa e più acquisti ripetuti, soprattutto da mobile.